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Cyber terrorismo: dalle origini a oggi

Un po’ italiana e un po’ inglese, la parola #cyberterrorismo è stata coniata negli anni ’90.

Ed è entrata di diritto nei vocabolari italiani. Per spiegarla, citiamo Dorothy Denning – Ricercatrice e Professoressa di #DefenseAnalysis – che definisce il cyber terrorismo così: «la convergenza fra terrorismo e cyberspazio». Poche parole e di semplice comprensione.
L’obiettivo del cyber terrorismo è provocare terrore, minare la cybersicurezza del malcapitato.
L’altro aspetto che è opportuno sottolineare riguarda il soggetto aggredito. Quest’ultimo deve essere ritenuto un “non combattente” perché si possa configurare la fattispecie di terrorismo come reato.

Il cyber terrorismo è un fenomeno in costante aumento. E nel prossimo futuro, diventerà sempre più pericoloso. Perché capace di colpire un numero altissimo di obiettivi in modo letale e non, istantaneamente. Gli obiettivi e i vantaggi sono l’interesse economico, l’anonimato, il pilotaggio, la conduzione a distanza e molto altro.
Quando è nato il cyber terrorismo?Le origini del cyber terrorismo sono avvolte nel mistero. Ed è complesso riuscire a tracciarle su una linea temporale. Noi addetti ai lavori abbiamo un ricordo, rimasto scolpito nella mente, a cui sono susseguiti eventi che hanno cambiato la storia del mondo in rete.

È il 1996.

Un hacker informatico disabilita temporaneamente l’ISP del Massachusetts e riesce a compromettere parte del sistema di registrazione dei dati. L’obiettivo dell’hacker? Inviare messaggi razzisti e pieni di odio in tutto il mondo a nome dell’ISP. Quest’ultimo cerca di impedire la diffusione a tappeto del messaggio.
In risposta, l’hacker invia un altro messaggio con scritto: “non avete ancora visto il vero terrorismo elettronico. Questa è una promessa.”. L’hacker non mantiene la promessa, ed è una fortuna. Ma pensare di poter essere attaccati a livello globale iniziava ad allarmare la società.
Dopo qualche anno, arriva il conflitto in Kosovo. È il 1999. I computer della NATO vengono colpiti da un bombardamento di e-mail e attacchi denial-of-service. I mittenti? Provate a indovinare il mittente di queste “e-mail”. Si trattava di attivisti informatici: protestavano contro i bombardamenti della NATO.

Il tempo scorre.

È l’11 settembre 2001.
L’attacco alle torri gemelle segna il cambiamento delle relazioni geopolitiche internazionali. E non solo, perché a cambiare è anche il mondo in rete.
L’avvento dei blog trasforma il modo di approcciare e comunicare sul web. Le persone iniziano a voler condividere ciò che pensano, ci tengono a dire la loro, a testimoniare.
I cyber terroristi osservano il cambiamento in atto e lo sfruttano a loro piacimento. Iniziano a diffondere propaganda, reclutare adepti e pianificare attacchi collettivi. L’anonimato fornito dalla rete rende tutto più facile. Per loro diventa un gioco da ragazzi sfuggire alla sorveglianza e alle indagini delle forze dell’ordine.

Da quel giorno, la rete ha un altro appeal e diventa spazio di memoria condivisa. Trascina dietro a sé punti di forza e debolezza.

E arriviamo ai giorni nostri.

Durante la guerra in Ucraina, si è verificato un attacco di cyber terrorismo che ha destabilizzato l’intera popolazione mondiale.
L’attacco è stato sferrato attraverso sofisticate tecniche di hacking. L’obiettivo era destabilizzare la situazione in Ucraina e compromettere ogni infrastruttura del paese. I cyber terroristi sono riusciti a penetrare nei sistemi di controllo degli impianti energetici, così da interrompere la fornitura di elettricità in numerose regioni.

Caos e confusione dilagavano nei centri abitati che rimasti completamente al buio, gli ospedali sono rimasti paralizzati nel pieno stato di emergenza e i sistemi di sicurezza erano inoperanti.
Sono state disastrose le conseguenze di questo attacco di cyber terrorismo. La popolazione ucraina si è ritrovata a dover affrontare una guerra reale e una guerra virtuale, in contemporanea.
Per fortuna, il governo ucraino ha risposto all’attacco di cyber terrorismo con rapidità. Le contromisure adottate hanno permesso di ripristinare le infrastrutture colpite e aumentare i livelli di protezione di tutta l’Ucraina.
Quindi, cosa possiamo imparare da questi avvenimenti?

Possiamo comprendere l’impatto che ha un attacco di cyber terrorismo e riconoscere che si tratta di una minaccia reale per le società e i governi di tutto il mondo. Inoltre, possiamo unire le forze governative e lavorare insieme allo sviluppo di sistemi di cyber security avanzati.
Solo così, potremo essere capaci di prevenire i futuri attacchi e proteggerci dal cyber terrorismo.

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